Probabile sospensione dei contributi previdenziali degli avvocati fino a settembre

Aggiornamento dell’11/03/2020 ore 15:00

Emergenza Covid – 19: approvate le misure urgenti della Cassa Forense

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense sta discutendo di estendere su tutto il territorio nazionale la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti previdenziali, già prevista con delibera del 5 marzo scorso per gli iscritti residenti e/o esercenti nei Comuni ricompresi nella cosiddetta “zona rossa Covid-19”. La delibera prevedeva la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti previdenziali in scadenza nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 30 aprile 2020. Con il nuovo provvedimento in discussione il termine sarebbe prorogato fino al 30 settembre, ovvero sino alla naturale scadenza della 4ª rata del contributo minimo soggettivo obbligatorio e dell’intero contributo di maternità dovuti per l’anno 2020, nonché del termine per l’invio telematico del mod. 5/2020.

La sospensione non significa però esenzione. Infatti in ogni caso i contributi previdenziali sarebbero dovuti.

In un contesto di crisi economica dell’intero comparto dei servizi legali, questa crisi sanitaria produrrà effetti molto gravi per l’economia del nostro paese e gli avvocati ne subiranno le conseguenze.

Ritengo che la Cassa, piuttosto che promuovere interventi cosmetici e di facciata, debba prevedere – per gli avvocati con un fatturato annuo inferiore a cinquantamila euro – l’esenzione totale per il 2020 dal pagamento dei contributi previdenziali, con il riconoscimento dell’anno anche ai fini del computo previdenziale.

Si tratterebbe di un provvedimento che, seppur evidentemente oneroso, consentirebbe a molti avvocati di poter proseguire la propria attività di difesa dei cittadini e delle piccole realtà imprenditoriali.

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