Ufficio del processo: ecco come saranno spesi 2,3 miliardi di euro del PNRR

Leggendo il PNRR si apprende che al comparto giustizia saranno destinate le seguenti risorse:

  • Investimento in capitale umano per rafforzare l’Ufficio del processo e superare le disparità tra tribunali (2,3 miliardi)
  • Rafforzamento dell’Ufficio del processo per la Giustizia amministrativa (0,04 mliardi)
  • Efficientamento degli edifici giudiziari (0,41 miliardi)

Con particolare riguardo all’Ufficio del processo nel PNRR si legge quanto segue:

Interventi sull’organizzazione: l’Ufficio del processo

I progetti presentati nell’ambito del Recovery Plan consentono di declinare sotto diversi aspetti l’azione riorganizzativa della macchina giudiziaria e amministrativa: il rafforzamento della capacità amministrativa del sistema, che valorizzi le risorse umane, integri il personale delle cancellerie, e sopperisca alla carenza di professionalità tecniche, diverse da quelle di natura giuridica, essenziali per attuare e monitorare i risultati dell’innovazione organizzativa; il potenziamento delle infrastrutture digitali con la revisione e diffusione dei sistemi telematici di gestione delle attività processuali e di trasmissione di atti e provvedimenti. L’innovazione fondamentale sul piano organizzativo si incentra nella diffusione dell’Ufficio del processo, introdotto nel sistema con il d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, ma solo in via sperimentale.

Obiettivi

L’obiettivo principale di questo intervento è offrire un concreto ausilio alla giurisdizione così da poter determinare un rapido miglioramento della performance degli uffici giudiziari per sostenere il sistema nell’obiettivo dell’abbattimento dell’arretrato e ridurre la durata dei procedimenti civili e penali.

Modalità di attuazione

L’obiettivo verrà realizzato, in primo luogo, attraverso il potenziamento dello staff del magistrato con professionalità in grado di collaborare in tutte le attività collaterali al giudicare (ricerca, studio, monitoraggio, gestione del ruolo, preparazione di bozze di provvedimenti).

Le risorse, reclutate a tempo determinato con i fondi del PNRR, sono impiegate dai Capi degli Uffici giudiziari secondo un mirato programma di gestione idoneo a misurare e controllare gli obiettivi di smaltimento individuati.

Nel lungo periodo, al fine di non disperdere lo sforzo e i risultati conseguiti con lo straordinario reclutamento temporaneo di personale, laddove sia possibile, si intende stabilizzare la struttura organizzativa così costituita per mantenere inalterata la sua composizione e funzione. Inoltre, è costruito un sistema di incentivi e corsie preferenziali volto al reclutamento e alla stabilizzazione delle risorse assunte in via temporanea. A tal fine si prevede che:

▪ Sia possibile il rilascio di un’attestazione di lodevole servizio al termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, qualora la prestazione lavorativa sia stata svolta per l’intero triennio sempre presso la sede di prima assegnazione e che tale attestazione costituisca: titolo di preferenza a parità di merito nei concorsi indetti dal Ministero della giustizia o da altre amministrazioni dello Stato; titolo per l’accesso al concorso per magistrato ordinario;

▪ L’amministrazione giudiziaria, nelle successive procedure di selezione per il personale a tempo indeterminato, possa prevedere l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo in favore dei candidati in possesso dell’attestazione di lodevole servizio.

Al fine di rafforzare le linee di progetto appena evidenziate, si intende procedere, con norme semplificate, alle assunzioni degli addetti all’ufficio del processo. In particolare, per garantire la necessaria speditezza del reclutamento, l’Amministrazione procede alle assunzioni mediante concorsi pubblici per soli titoli, da svolgere su basi distrettuali.

Tempi di attuazione

Si prevede di completare le assunzioni entro la fine del 2021. Dal gennaio 2022 l’Ufficio del Processo diventa pienamente operativo negli Uffici giudiziari, secondo la distribuzione di risorse immaginata e ricalibrando l’esigenza del carico di lavoro con la presenza di magistrati togati in servizio.

Nulla di nuovo sotto il cielo dunque. Si tratta dell’ennesimo intervento emergenziale e non strutturale che creerà altra precarietà nel comparto della giustizia e difficilmente potrà produrre effetti significativi sullo smaltimento degli arretrati e produrrà decisioni di bassa qualità, incrementando il generale senso di sfiducia dei cittadini per la giustizia intasando ulteriormente le corti superiori. Almeno questo è il dato che possiamo trarre dalla storia dell’amministrazione giudiziaria del nostro paese a partire dalla riforma del processo civile con la l. 26 nov. 1990 nr. 353 e della successiva istituzione delle cosiddette sezioni stralcio.

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