Le videoconferenze nella professione forense

Le videoconferenze o conference call sono ormai da moltissimi anni nel quotidiano della mia attività professionale. Questo strumento è diventato fondamentale anche per conferire con clienti e colleghi che spesso si trovano in altre città oppure preferiscono semplicemente evitare inutili spostamenti.

Nel decreto legge giustizia riportante misure per contrastare l’emergenza Covid-19 che sarà pubblicato prossimamente in Gazzetta Ufficiale, è prevista esplicitamente la possibilità per i capi degli uffici giudiziari di prevedere <<lo svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia>> . Lo svolgimento dell’udienza <<deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti ed al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalità di collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta dell’identità dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale>> (art. 2 lettera f) del decreto) .

Ed ancora, l’art. 7 del decreto prevede che <<ferma l’applicazione dell’articolo 472, comma 3, del codice di procedura penale, a decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e sino alla data del 31 maggio 2020, la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, applicate, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’articolo 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271>>.

E’ del 2 marzo scorso la notizia dell’udienza preliminare tenuta dal Giudice Pierpaolo Beluzzi con 22 avvocati, tutti collegati via Skype.

Ritengo poco probabile che, soprattutto per quanto riguarda la giustizia civile, sia possibile in pochissimo tempo riuscire a reperire mezzi e conoscenze informatiche tali da riuscire a vedere un numero significativo di udienze svolte in collegamento da remoto che non è altro che la definizione in burocratichese di videoconferenza. Tuttavia questa emergenza può essere un’occasione utile per acquisire maggiore consapevolezza delle potenzialità di questo strumento.

Dopo aver testato moltissimi servizi, sia a pagamento che gratuiti, la mia scelta è caduta su Hanghouts Meet di Google compreso nella G-Suite di Google. Hanghouts Meet, almeno nella mia esperienza, è il servizio che garantisce la migliore qualità di connessione video ed audio, unita alla semplicità di gestione dell’organizzazione e della creazione delle riunioni con Calendar.

Si apprende inoltre dal servizio che fino al 1° luglio 2020, tutti i clienti di G- Suite potranno utilizzare le funzionalità avanzate di Hangouts Meet (prima disponibili solo per gli utenti Enterprise), tra cui le riunioni allargate (massimo 250 partecipanti), il live streaming e la registrazione. Queste funzioni possono essere utilizzate anche per webinar ed assemblee con molti partecipanti.

Per imparare ad usare Hanghouts Meet vi invito a visitare questa pagina oppure a guardare uno dei numerosi tutorial reperibili in rete.

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Per richiedere informazioni su come usare Hanghouts Meet:

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