Il software libero al centro del Recovery Plan

Il professore Angelo Raffaele Meo, uno dei principali studiosi e pionieri dell’informatica italiana, chiede al governo italiano di destinare una parte dei soldi del Recovery fund all’informatica libera nel nostro paese.

Il professore chiede di cogliere «la splendida opportunità di rinascita rappresentata dall’avvento del software libero e dell’informatica libera» per creare un nuovo mercato industriale con benefici economici dell’ordine di alcuni miliardi all’anno visto che «nel mondo alcuni milioni di programmatori già operano su centinaia di migliaia di progetti diversi che attuano sicuramente tutte le funzionalità dei programmi software proprietari».

Angelo Raffaele Meo ricorda che per evitare un «danno erariale digitale», «si dovrà operare perché le leggi che attualmente promuovono lo sviluppo e l’adozione di software libero nella pubblica amministrazione siano rispettate».

«Nell’ambito delle attività finanziate con il fondo per la ripresa ‘Next Generation EU’, non possano essere riconosciuti i costi relativi a software proprietario. Per incentivare lo sviluppo di un’industria europea del software libero attuando gli scopi del fondo – che guarda alle generazioni future e ai valori dell’Unione Europea – si dovranno finanziare solo servizi relativi a software libero».

La lettera è stata pubblicata sul quotidiano il Manifesto di ieri in un articolo a firma di Arturo di Corinto.

https://ilmanifesto.it/il-software-libero-al-centro-del-recovery-plan/

Photo by heylagostechie on Unsplash

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