CONSOB vieta per tre mesi le vendite allo scoperto su tutto il listino della borsa

COMUNICATO STAMPA del 17/03/2020

La Consob ha adottato oggi due provvedimenti volti da una parte a contenere la volatilità dei mercati finanziari e dall’altra a rafforzare la trasparenza delle partecipazioni nelle società italiane quotate in Borsa.

Le misure si sono rese necessarie alla luce delle forti turbolenze innescate negli ultimi giorni dalla pandemia da Covid-19.

A partire dalla seduta di domani, 18 marzo, la Consob ha introdotto un divieto alle posizioni nette corte (vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste) (delibera n. 21303 del 17 marzo 2020) ai sensi dell’art. 20 del regolamento europeo 236/2012, dopo aver ricevuto parere positivo dall’ESMA.

Il divieto, per la prima volta, si applica a tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano.

In base al divieto, che fa seguito a quelli già adottati per le sedute del 13 e del 17 marzo, è vietata ogni forma di operazione speculativa ribassista, anche effettuata tramite derivati o altri strumenti finanziari. Sono vietate anche le operazioni ribassiste intraday

Il divieto durerà tre mesi.

La decisione di applicare misure restrittive sull’intero listino è stata adottata con l’obiettivo di ripristinare l’integrità del mercato, anche alla luce delle misure eccezionali sulle vendite allo scoperto adottate nei giorni scorsi dall’ESMA e dalle autorità di vigilanza di Spagna, Francia e Belgio.

Al tempo stesso la Consob ha deciso anche di introdurre temporaneamente un regime di trasparenza rafforzata sulle partecipazioni detenute dagli investitori nelle società italiane quotate in Borsa a più alta capitalizzazione e ad azionariato diffuso.

Il provvedimento (delibera n. 21304 del 17 marzo 2020), adottato ai sensi dell’articolo 120 comma 2-bis del Testo unico della finanza (Tuf), fissa – ferme restando le soglie già previste dalla normativa vigente – soglie inferiori al superamento delle quali scatta l’obbligo di comunicare la partecipazione nelle quotate.

La delibera ha effetto sulle 48 società quotate al mercato telematico azionario di Borsa Italiana, indicate nell’elenco allegato al provvedimento Consob e individuate secondo una griglia di criteri che fa riferimento ad una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro e agli assetti proprietari (sono escluse le società controllate di diritto).

La nuova soglia è fissata all’1% per le società non PMI e al 3% per le PMI.

Il provvedimento entra in vigore da domani e ha validità, salvo revoca, di tre mesi. 

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